L’azienda Fonti di Vinadio

E’ il 1995 quando Giuseppe Bertone, un imprenditore che si è sempre occupato di edilizia residenziale e industriale, giunge in valle Stura, a Sant’Anna di Vinadio, insieme al figlio Alberto, non ancora trentenne. Da qualche tempo i due hanno in mente di differenziare le attività della loro impresa: la loro idea è di investire nel campo alimentare, e in particolare sono attratti dall’idea di affrontare il mercato delle acque minerali. Sanno che è un campo molto difficile e competitivo, grandi aziende multinazionali stanno già occupando quel settore con investimenti e una potenza finanziaria che fa paura. Ma sono convinti che ci sia spazio in questo mercato per chi ha idee innovative e voglia di mettersi in gioco.

Sorgente Acqua Sant'Anna di Vinadio

Hanno girato l’Italia alla ricerca di una fonte la cui acqua avesse le qualità che cercavano, ma finora la loro ricerca è stata vana. Quel giorno del 95, Giuseppe e Alberto salgono alla sorgente di Sant’Anna e assaggiano l’acqua. Si guardano: finalmente è la volta buona. La leggerezza di quell’acqua li colpisce. Giuseppe è entusiasta e dice al figlio Alberto: “io ormai non sono più un ragazzo, ma se fossi al tuo posto dedicherei tutti i miei sforzi a portare quest’acqua sulla tavola di tutti gli Italiani”.

E così successe davvero. Alberto da quel giorno cominciò a darsi da fare e fece di quest’impresa l’obiettivo della sua vita professionale. L’azienda Fonti di Vinadio fu fondata l’anno seguente, nel 1996. Gli inizi non furono facili: il mercato era davvero competitivo e i problemi erano molti. La grande distribuzione stava attraversando un momento di grande cambiamento, con l’arrivo dei discount, delle marche private, e le multinazionali del settore alimentare stavano concentrando sempre di più i marchi per incrementare la loro massa critica. In più Alberto, e i suoi collaboratori non avevano un’esperienza specifica nel settore alimentare, e ancora meno di quello dell’acqua.

Alberto Bertone, fondatore di Fonti di Vinadio Acqua Sant'Anna
Alberto Bertone Fondatore di Fonti di Vinadio S.p.A.

 

In seguito Alberto Bertone avrebbe detto che forse fu proprio questa una delle chiavi del successo di Acqua Sant’Anna: il fatto di essere nuovi del settore, di non conoscerne le logiche consolidate, significava anche essere liberi da pregiudizi. Nel team di Bertone non c’era nessuno che frenasse l’innovazione dicendo “si è sempre fatto così”. Semplicemente perché nessuno aveva idea di cosa di fosse sempre fatto in quel mercato.

Fu così che l’innovazione iniziò ad essere la vera linea guida dell’azienda. La tecnologia divenne il corpo in cui pulsava la linfa viva dell’acqua. Le linee di produzione vennero tutte automatizzate, con un intervento umano minimo, da un lato per ottimizzare  gli impianti di imbottigliamento, dall’altro per preservare al massimo la qualità originale dell’acqua. Dal punto di vista logistico Fonti di Vinadio fu la prima azienda del settore ad organizzarsi per massimizzare il trasporto su rotaia, più efficiente e a minore impatto ambientale, mentre tutte le altre aziende continuavano a privilegiare il trasporto su gomma.

Anche dal punto di vista del marketing e della comunicazione Sant’Anna prese subito una strada coraggiosa e aggressiva: forte delle qualità del proprio prodotto, fu la prima a lanciare una campagna di pubblicità comparativa, in cui si confrontavano le caratteristiche dell’acqua Sant’Anna con quelle dei principali concorrenti.

Il risultato fu un completo successo: nel giro di pochi anni l’Acqua Sant’Anna, da marchio sconosciuto, riuscì a diventare leader incontrastato per quota di mercato in quantità e valore sul mercato italiano.

Nel tempo, al prodotto principale, l’acqua, si aggiunsero il the Santhé (vero infuso di the con tutte le qualità dell’acqua Sant’Anna, mentre molti altri concorrenti ancora producevano il the freddo con i preparati), e poi i succhi di frutta Sanfruit.

Oggi gli impianti di imbottigliamento di Fonti di Vinadio S.p.A producono, lungo le loro dodici linee, la cifra record di 7,5 milioni di bottiglie al giorno. Il sofisticato sistema di imballaggio, trasporto e stoccaggio, tutto gestito con robot automatici a percorso laser, e l’avanzatissimo sistema di logistica, basato su ben 29 depositi in tutta Italia, sono in grado di far arrivare le bottiglie sugli scaffali e sulle nostre tavole in meno di 48 ore dall’imbottigliamento.

Impianto imbottigliamento acqua Sant'Anna di Vinadio

Malgrado gli incredibili risultati, anche in termini di fatturato, che nel 2015 ha superato i 250 milioni di euro, l’azienda non ha mai smesso di considerare l’innovazione tecnologica e di marketing come il proprio carattere distintivo.

Una delle innovazioni recenti più significative dal punto di vista del prodotto, è stato il lancio nel 2012 della Bio Bottle, la prima bottiglia di acqua minerale completamente biodegradabile e prodotta senza una sola goccia di petrolio. Realizzata con un materiale innovativo, l’Ingeo, ricavato da polimeri vegetali, la bottiglia, una volta utilizzata, si decompone completamente in circa 80 giorni, e può essere gettata nella frazione umida dei rifiuti.